Pubblica Istruzione promossa "quasi" a pieni voti
di Fabio Miceli
Ha riscontrato un discreto successo fra gli studenti italiani la decisione presa dal Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini di rimandare, per ora, al prossimo anno l'applicazione del Decreto Mussi-Fioroni. L'iniziativa, presa congiuntamente dai due ex ministri del Università e dell'Istruzione, prevedeva il conferimento di un bonus premio ai neodiplomati più meritevoli, che per l'accesso ai corsi universitari a numero programmato, nel punteggio massimo di 105 punti, avrebbero goduto di ben 25 punti in più rispetto agli altri candidati, che al massimo potevano totalizzarne 80. In base alla media voto maturata nel triennio conclusivo della scuola superiore, obbligatoriamente migliore dei 7\10, e ai risultati conseguiti al termine della prova di maturità, i più diligenti avrebbero così potuto percorrere una corsia preferenziale nella corsa al tanto agognato tòcco. Il tutto veniva deciso per debellare i possibili rischi conseguentemente allo scalpore creato dai test truccati nella facoltà di medicina nei mesi scorsi, ma è di questi giorni la notizia del congelamento del decreto in questione fino all'anno accademico 2008-2009.
"Un altro chiaro esempio di come la meritocrazia trovi sempre più difficoltà nell'affermarsi- l'amaro commento di alcuni studenti sul forum dl sito Studenti.it -. Non vedo perchè devo giocare il mio futuro in 2 ore! Cosi come non può contare solo il voto di maturità allo stesso modo non può contare un banale test che di sicuro no rispecchia le capacità di una persona. Poteva essere uno stimolo per i liceali a sviluppare coscienza, costanza e l'impegno in vista dell'accesso all'ateneo desiderato. Non si possono ignorare gli sforzi di chi si è sudato il voto".
Ma gli scontenti sembrano essere di gran lunga un numero inferiore rispetto a chi ha visto esaudire il proprio desiderio, ancora per quest'anno per le future matricole sarà dunque l'implacabile quiz ad avere maggior rilevanza nella corsa a un banco universitario e così l'attestato laurea torna a essere alla portata di tutti, "secchioni" e "asini". Troppo rischioso infatti indicare la media voto quale indice esauriente per stabilire chi è diligente e chi no. Di sicuro non si tratta di un metro affidabile, no si tratta di un risultato empirico né di uno scientifico, abbastanza divergenti sono poi i metodi di valutazione fra i diversi professori e fra i diversi istituti, che siano pubblici o privati, sembra dunque quantomeno superficiale affidare il destino di un neomaggiorenne a un semplice calcolo matematico frutto della pura soggettività di un essere umano, la cui lucidità talvolta può essere condizionata da problemi personali o da circostanze della situazione che con l'ambiente scolastico hanno ben poco a che fare. C'è in palio l'avvenire di uno studente, potenziale chirurgo, psicologo o ingegnere, il cui accesso all'università rischia di correre concretamente sui binari di fattori da lui poco controllabili.
"Siamo da sempre contrari alla selezione all'entrata del sistema universitario - spiega l'Unione degli Studenti -, che crediamo essere una misura classista e contraria al diritto di ciascuno di scegliere cosa studiare in completa libertà. Chiediamo quindi al ministro di non fermarsi a questo primo passo, ma di continuare con l'annullamento di tutte le barriere all'accesso all'istruzione superiore".
Allora avanti così, quando mancano i requisiti è forse giusto restare fedeli al vecchio per rimandare il nuovo a tempi migliori, pensiero condiviso dalla maggior parte delle associazioni degli studenti. Fra queste vi è l'associazione studenti universitari Sh.Asus, che non si accosta a nesuno schieramento decidendo di stare nel mezzo, come riferito dal loro portavoce Martin Fink. Gli studenti tirolesi non credono nel godimento di eccessivi vantaggi per i beneficiari del bonus, ma nemmeno caldeggiano per la realizzazione del decreto "Mussi-Fioroni": "Secondo noi l'introduzione dei 25 punti di bonus non serve a risolvere il problema delle facoltà a numero chiuso per due motivi: Prima di tutto 25 punti su 105 in palio non pesano tanto nell'ottica del risultato finale, quindi rappresenterebbero un disturbo inutile per alcuni, poi le scuole superiori sono molto diverse dal punto di vista della difficoltà. Un sistema basato sull'esito dell'esame di maturità renderebbe più facile l'accesso all'università a studenti provenienti da scuole che richiedono minore impegno.Noi siamo favorevoli all'accesso libero a tutte le facoltà ma è necessario a tale scopo che venga usato un sistema di selezione all'ingresso privo di meccanismi ingiusti e pregiudiziali".
Per concludere la testimonianza di un giovane ventenne, tuttora iscritto al corso di laurea in medicina: "Ho fatto il liceo classico e sono passato con un voto dignitoso; ho fatto il test a medicina e mi sono classificato bene...ora sto facendo tutti gli esami e ho la media del 27. Con questo decreto non sarei passato!"
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La richiesta dopo lo stop del governo al bonus di 25 punti per i diplomati migliori
Al ministro Gelmini: "Ora tolga le barriere d'accesso contrarie alla libertà di scelta"
Le Unioni universitarie: "Via i test per le facoltà a numero chiuso"
ROMA - "La legge 264/99, che ha introdotto in Italia il numero chiuso, va abrogata e serve al più presto una nuova norma sull'accesso all'università, costruita attraverso il confronto con i protagonisti degli atenei e con gli studenti". L'Udu, l'Unione degli Universitari, ribadisce il suo "no" ai test di ingresso alle facoltà a numero chiuso all'indomani dello stop voluto dal governo Berlusconi al decreto Mussi-Fioroni, che prevedeva 25 punti di bonus nei test d'ingresso alle facoltà a numero ridotto per i diplomati "eccellenti".
L'Udu accoglie "con sollievo" il fatto che il bonus non entri in vigore a partire dal prossimo anno accademico, ma chiede chiarimenti all'attuale ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. Vuole sapere, cioè, se il blocco sia solo provvisorio e se ci saranno modifiche al meccanismo dei test d'ammissione. Il loro obiettivo, infatti, è l'eliminazione di qualsiasi ostacolo all'accesso. Sulla stessa linea anche la Rete studenti e l'Unione degli studenti (Uds), che dice: "Chiediamo al ministro di non fermarsi a questo primo passo, ma di continuare con l'annullamento di tutte le barriere all'accesso all'istruzione superiore".
Le associazioni studentesche ritengono infatti che "la selezione all'entrata del sistema universitario sia una misura classista e contraria al diritto di ciascuno di scegliere cosa studiare in completa libertà". Una libertà di scelta invocata a maggior ragione dopo gli scandali e i presunti brogli nei test d'ingresso dello scorso anno.